City Spotlight: Catania

By Yaroch Rocque

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Non si parla di Catania ed i suoi monumenti, senza prima approfondire almeno un po’ nell’aggregazione rispetto ad i vari popoli che hanno colonizzato e influenzato la Sicilia. La Sicilia è un centro culturale maturo. Quando si parla di Catania si pensa della Fiera e della Pescheria che sono mercati al aperto. Questi mercati hanno la caratteristica della “vanniata,” parola Siciliana che significa ‘gridare’, derivata dall’antica influenza Araba.

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Ci sono vari popoli che hanno lasciato dei monumenti importanti. Per esempio la cattedrale di Catania, costruita dai Normanni. Come pure il Castello Ursino costruito in epoca Svevo (tedesco). Sono stati I Greci a fondare Catania col nome di Katane. Probabilmente questo nome significava “grattugia,” per la presenza del terreno lavico che assomiglia ad una grattugia. Questo terreno deriva da Etna, la fonte da cui nasce. Dove il terreno incontra il mare, ci sono i faraglioni, cioè coni di lava sul mare, come le piccole collinette che escono dal mare. È proprio qui sulle rive di questa città dove Omero ha ambientato una scena dell’ Odissea. Ulisse arrivò nel porticciolo di Ognina a Catania e parti da Acitrezza. È la famosa scena dove Polifemo getta i massi dell’Etna sulle barche.

Catania è una città nata ai piedi dell’ Etna, un vulcano, fonte della terra propria, ma è anche stata Etna a distuggere la città più volte di quanto si vuole contare. Quindi, Catania ha cambiato stile tante volte, perché prima la Sicilia era spagnola. Nel 1669 è arrivata la lava che ha rovinato parte della città. Nel 1693, un terremoto ha distrutto quasi tutto. La città poi è stata ricostruita insieme ad altre 50 città, e da qualche anno Catania è diventata patrimonio del Unesco. Si nota quest’influenza nell’architettura. Quindi Catania è una delle città del tardo barocco del Val di Noto.

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Bisogna passare una bella giornata a Catania, magari durante la primavera, quando sbocciano i mandorli, gli ulivi, i papaveri, gli aranci ed i limoni, l’odore dei quali è talmente forte da inebriare così tanto da rimanere quasi storditi dalla fragranza. Ma questa stessa aria anche in periodi di scirocco, con la sua potenza, ti farà il cuore volare. Durante l’estate con il caldo secco, se all’ombra ti prendi una mattina colazione di granita e brioche, ti ristorerai. Fai una girata dal Cattedrale, Via Crociferi dove ci sono 5 chiese e conventi, poi dal Monastero dei Benedettini, uno dei più grandi monasteri d’Europa e sede della facoltà di lettere italiane. Nel passato grandi intellettuali europei venivano accolti dai monaci che ci abitavano. In Piazza Duomo, senti schizzi d’acqua dalla Fontana dell’Elefante, perché l’elefante è il simbolo della città con addosso un obelisco egizio d’epoca romana. Tra le scogliere del mare trovi spiaggine nascoste dove ti puoi abbronzare dopo aver fatto una bella tuffa nel Mediterraneo. Se fa troppo caldo, prendati un gelato, e immagina quante culture, nazioni, e popoli hanna passato per questa grande città, patrimonio dell’umanità.

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Comments

  1. Matthew Hamby says:

    Wow! Grazie tanto! Un parte del mio cuore abiterà sempre a Catania. Quanto mi manca!

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